Romanzi russi

Tutto Salgari #4. Un'antologia di cinque classiche avventure salgariane:

Gli orrori della Siberia
I figli dell’aria
Il re dell’aria
L’eroina di Port Arthur
Le Aquile della steppa

Fatti e pareri

Le Aquile della steppa: Lettura avvincente per i continui colpi di scena, i frequenti cambiamenti di luogo, il rapido turbinio delle azioni che si susseguono a ritmo incalzante. ~ Armando Bisanti

Gli orrori della Siberia: L' amore per la libertà e la giustizia rendono cari a Salgari gli oppressi di ogni terra. Gli orrori della Siberia nel quale si narra il calvario degli antizaristi nelle carceri asiatiche e la loro fuga verso la Cina, è un atto di accusa contro il dispotismo e un invito alla solidarietà verso gli oppressi. ~ C. Ferdinando

I figli dell'aria: Avventura e fantascienza si fondono in questa storia che mi ha molto ricordato i romanzi di Jules Verne. Come al solito, Salgari non lesina descrizioni dettagliate di luoghi esotici, paesaggi e popolazioni indigene, spesso visti dall'alto della meravigliosa macchina volante chiamata Sparviero, condotta da un enigmatico Capitano senza nome, capace di parlare in russo, francese, italiano, tedesco, inglese e cinese. Inseguimenti, battute di caccia, scontri a fuoco, incidenti aerei, insomma, non manca nulla per rendere la lettura avvincente e piacevolmente scorrevole, fino al misterioso finale. Consigliato a chi ama viaggiare con la fantasia. ~ Gaetano, Goodreads.com

Romanzi russi

Un'antologia di cinque classiche avventure salgariane:

Gli orrori della Siberiai
Il colonnello Wassiloff dell'esercito zarista e Iwan studente di Odessa, accusati di nichilismo, sono condannati alla deportazione in Siberia. Sul battello fluviale diretto a Tobolsk, dove i deportati dovranno poi congiungersi con la colonna diretta alle miniere siberiane, i due si incontrano e stringono amicizia. Tentano la fuga, però...

 

I figli dell’aria
I due amici Fedoro e Rokoff, il primo tenente della cavalleria russa e il secondo vero esponente dei "Cosacchi", si trovano a Pechino per affari, ma per un disguido con la popolazione, le cose per loro cominciano a metttersi davvero male. Accusati di omicidio, sono prima incarcerati (e hanno dunque la sfortuna di provare gli orrori delle prigioni cinesi) e poi sono condannati a morte! Ma sulla piazza affollata di gente venuta ad assistere all'esecuzione dei due, compare all'improvviso lo Sparviero un mostro alato gigantesco, che sparge il panico tra i presenti e porta via con se' i due disgraziati condannati, strappandoli alla loro triste sorte. Il "mostro alato" si dimostra poi essere una macchina prodigiosa capace di volare come un uccello e di percorrere in breve tempo distanze considerevoli. A bordo, un uomo misterioso si presenta solo come "il Capitano", celando la sua vera identità e la sua missione.

 

Il Re dell’aria
Ritornano Rokoff, Fedoro e “il Capitano” auto-proclamatosi, a buon diritto, "Il Re dell'aria". L'avventura comincia nella fredda Siberia, dove si sta allestendo la fuga, da uno sperduto ma terribile penitenziario, di un prigioniero, Boris, ex-comandante della corazzata militare russa "Pobieda", vittima di un complotto familiare.

 

L’eroina di Port Arthur
La guerra tra la Russia e il Giappone sta per scoppiare. Alla vigilia di questo scontro, Boris Siloff, un giovane ufficiale della marina imperiale russa, sta per sposare la bellissima giapponese Shima, figlia del potente “daimio” Foyama. L’arrivo del tradizionale regalo di nozze da parte dello sposo è accompagnato da un messaggio d’addio da parte di Boris, nel quale l’ufficiale russo spiega alla sua ex-promessa sposa come l’evolversi degli eventi politici e diplomatici fra la Russia e il Giappone lo costringa a una dolorosa rinuncia. La realtà dei fatti, però, è ben diversa...

 

Le Aquile della steppa
Il romanzo, che si svolge fra le steppe del Turkestan, introduce la fiera e potente figura del vecchio beg Giah Aghà, indomito capo della bellicosa e valorosa tribù dei Sarti, una popolazione di etnia bukara. Il nipote prediletto del beg, Hossein, sta per sposare la bellissima principessa Talmà e si appresta a sostituirlo al comando della tribù. Ma la presenza, nei dintorni, delle famigerate e temibili «Aquile della steppa» crea non poche preoccupazioni. Si tratta infatti di un gruppo di feroci predoni appartenenti al selvaggio popolo nomade dei kirghisi, che, con un inaspettato attacco sferrato ai Sarti, rapiscono Talmà.